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Musica: cibo per la mente

La musica è un potente attivatore sensoriale. Influisce sul battito cardiaco, sulla pressione sanguigna, ha effetti energizzanti o rilassanti, stimola il rilascio di Dopamina la molecola del benessere, e può addirittura migliorare le prestazioni sportive.

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Studi scientifici hanno cercato di approfondire quello che  era stato teorizzato come «effetto Mozart »  dai fisici Shaw e Rauscher in un loro esperimento negli anni novanta teso a dimostrare l’aumento della intelligenza spazio/temporale dopo aver ascoltato una sinfonia mozartiana.

Anche Glenn Shellemberg compositore e psicologo, direttore del Music and Cognition  Lab della Toronto University ha dimostrato che nei ragazzi le lezioni di musica contribuiscono a migliorare lo sviluppo delle capacità intellettive, nonché influire positivamente anche sulla loro personalità.

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A patto che la musica sia varia e di proprio gradimento naturalmente, un po’ come per il cibo.

Da una citazione dei Kiss il gruppo hard rock degli anni ‘70: « la musica è come il cibo, se ne mangi di un solo tipo finisci per essere denutrito ».  E’ vero, in generale tutti i nutrizionisti raccomandano una assunzione variata di alimenti, siano essi vegetariani o meno, perché ? Non è solo una questione di gusti ma di costituzione del « pool amminoacidico » cioè di quelle molecole « mattoncino » che vanno a costituire le proteine, così importanti per la nostra vita. Gli amminoacidi sono 20 di cui 8 definiti essenziali cioè non sintetizzabili dal nostro organismo e che quindi devono essere assunti con una dieta equilibrata e variata che non solo ci fa stare bene ma ci affina anche il palato. Anche il nostro orecchio si può nutrire e affinare variando gli ascolti con contaminazioni  di genere.

Un interessante esperimento di commistione tra percezioni sensoriali è quella che da anni mette in atto La « Vegetable Orchestra » di Vienna,

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Nata nel 1998 da una geniale idea di un gruppo di musicisti e artisti di vario genere che, utilizzando frutta e vegetali freschi opportunamente intagliati, svuotati o uniti tra loro, creano veri e propri strumenti musicali dalle originalissime sonorità. Il campo della loro musica è vasto : dal Jazz al Dub, dalla House alla Contemporanea, dall’Elettronica al Noise, il bello è che alla fine di molti concerti  gli « strumenti » finiscono in deliziose  zuppe… non a caso si dice  « assaporare la  musica ». (www.vegetableorchestra.org).

Mentre ascoltare un bella sinfonia vegetale e assimilarne anche i benefici nutrizionali  significa come tutte le nuove scoperte, arricchimento, consapevolezza e nutrimento per la mente, a volte gratificarsi con il cibo è sinonimo di troppi zuccheri raffinati, grassi saturi, sale o alcol contenuti in prodotti industriali, consumati velocemente senza « ascoltare » realmente le necessità del nostro corpo. Basterebbe un Super frullato con yogurt, frutta fresca, alcuni superfood come mandorle, bacche di goji, avena e un po’ di cioccolato fondente per avere un concentrato di elementi in grado di colmare quel gap psicofisico che tutti conosciamo. La musica, a differenza del cibo, non fa ingrassare, ma suscita emozioni, stimola la curiosità, esalta le percezioni, quindi può anche influire sulla nostra alimentazione. Secondo « The Sound and Taste of Music », un articolo dello Scientific American i suoni acuti sono associati ai gusti agrodolci, le note basse ai gusti amari. Scoprire nuove sonorità significa anche conoscere, progredire, affinare i sensi, essere curiosi e consapevoli di cosa mangiamo e cosa ascoltiamo, significa farsi del bene.

Bob Marley diceva : « Il bello della musica è che quando ti colpisce non fa male ».